Bitcoin Detox 12: divulgare conoscenza e fornire competenza – Francesco Conza

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Ospite di questa puntata è Francesco Conza, fondatore di crypto-consulting. Parleremo dell’attività di Francesco come consulente e della sua esperienza con Bitcoin.

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Mattia

Benvenuti a tutti in questa nuova puntata del Bitcoin Detox, un podcast che parla principalmente di Bitcoin. Il nostro obiettivo in questo podcast è di divulgare conoscenza in maniera gratuita e libera. Oggi ci sarà un’ospite con noi, un Bitcoiner, colui che ha anche fondato Cripto Consulting, il suo nome è Francesco Conza. Ciao Francesco, Benvenuto.

Francesco

Ciao Mattia, Buongiorno a tutti.

Mattia

Diciamo che cripto Consulting è un gruppo di consulenza che nasce per fornire le competenze tecniche nell’ambiente Bitcoin e Cripto. Questo è un po quello che tu hai usato per descrivermi Cripto Consulting, ma se dovessimo un po’ andare un po’ più a fondo, quindi spiegare un po’ più nel dettaglio, come definiresti Cripto Consulting? I cripto Consulting è proprio nato da un da una mia idea di colmare un gap formativo che vedevo assolutamente necessario in questo settore che è ancora molto ampio, poiché nelle fasi di mercato toro vediamo spuntare esperti da ogni dove che parlano di progetti più strampalati, nelle fasi di mercato orso queste entità diciamo si dileguano. Però in entrambe le fasi è difficile reperire informazioni oggettive, ex partes, prive di faziosità e che vadano semplicemente a dare informazioni di funzionamento di quello che è un settore o una tecnologia di persone. Cripto Consulting nasce per diventare un’entità visibile, raggiungibile istituzionalmente da clienti privati o istituzionali di qualsiasi tipo, che siano desiderosi di capire a cosa vanno incontro quando cominciano a interessarsi all’utilizzo di strumenti o piattaforme come Bitcoin o altre cripto, o anche qualora vogliano, diciamo incontrarle attraverso altri canali, perché noi non ci occupiamo di consulenza finanziaria, però come strumenti di investimento, quindi anche solo per sapere a cosa andranno incontro, cosa andranno a comprare.

Francesco

E quindi noi andiamo sostanzialmente a coprire questo gap di conoscenza e il nostro motto infatti è divulgare conoscenza e fornire competenza. Quindi divulgare quello che serve da sapere per poter scegliere liberamente e, dove serva, e dove, se ci sia l’interesse di utilizzare appunto queste piattaforme, questi strumenti, spiegare come farlo nel modo più semplice ma soprattutto più sicuro possibile.

Mattia

Fantastico, fantastico, sei stato super chiaro,  ma prima mi dicevi quindi che tu sei il tra virgolette divulgatore, giusto?

Francesco

Si, io sono il co-fondatore, mi occupo principalmente attraverso la mia figura personale, di coprire le parti formative, quelle che posso ricoprire. Perché Cripto Consulting organizza dei corsi anche specifici e qualora venga richiesto un tema ad hoc, che magari non rientra nelle mie competenze, come disse Confucio “Quando lo so dico lo so, e quando non lo so dico non lo so”. Se serve un altro formatore, assolutamente, abbiamo anche altre persone che contattiamo per ricoprire temi specifici, e principalmente l’area divulgativa, quindi di diffusione del messaggio. Il messaggio poi cerca proprio di essere l’importanza di informarsi, l’importanza di conoscere. Non tanto – questo è meglio di quello o quello meglio di no, questo meglio di sì – anche perché, l’ho già detto in altri casi, io ritengo che un settore venga sempre aiutato anche da cose che apparentemente lo denigrano, in una metafora che uso spesso è il concime serve per coltivare necessariamente. Però sapere di cosa si sta parlando è importante e quindi si, la fase divulgativa mi sta molto a cuore, anche perché mi sta molto a cuore l’emersione, la diffusione di tutto il settore, che incarna quelli che sono per me ideali molto importanti.

Mattia

Quindi hai detto una cosa molto bella, cioè che questo settore, in un certo senso incarna degli ideali molto importanti, però questa è una domanda che voglio lasciare in sospeso anche per far riflettere chi ci sta ascoltando e diciamo te la voglio un po’ lasciare così sulle spine per il finale. Prima però ti volevo fare delle domande per conoscerci meglio, perché ovviamente non tutti magari ti conoscono.

Francesco

No, anzi!

Mattia

Dunque chiedo, chi è Francesco Conza?

Francesco

Allora Francesco Conza, cioè io in questo caso, approda all’universo Bitcoin diciamo nel 2015 in quanto mi occupavo di Forex Trading in una delle sue fasi note, mi imbattei come capita a molti in quello che ritenevo essere un asset speculativo, perché all’epoca mi occupavo prevalentemente di questo. Conscio di esperienze precedenti in cui mi ero diciamo, fatto le ossa, muovendomi con poche esperienze in campi che non conoscevo, decisi di invece studiare, cominciare ad approfondire cosa fosse lo strumento, come funzionava e in quel momento accade quello che viene definito il mind blowing, cioè capii che dietro, anzi dentro, proprio come la tana del bianconiglio, c’era molto di più di quello che si poteva vedere in superficie. Cominciai quindi un approfondimento sempre più accanito, se si può dire, nell’utilizzo del network, nei suoi valori e fino a raggiungere diciamo quest’ultima Bull run, quella del 2019 2020 in cui vidi che proprio c’era bisogno di fare la propria parte. Metterci del proprio e quindi non solo dire vabbè io lo so fare sufficientemente bene, mi sento al sicuro, sì, però ho bisogno anche di tutti gli altri che aiutino, questo e soprattutto tanta gente ha bisogno, soprattutto di Bitcoin, di conoscerlo, di comprenderlo anche solo di sapere che c’è un’alternativa a qualcosa di apparentemente scontato. Purtroppo molta gente se ne accorgerà relativamente tardi e quando dico questa frase non intendo in termini di prezzo. Quando sento degli australopitechi dire l’avessi preso a 1€, l’avessi preso 10 €, se avessi preso 10 l’avresti venduto a 100, se l’avessi preso 100 l’avresti venduto a 1000 ok, e se oggi lo prendi a 20 lo venderai 40 non è quello il discorso. Il discorso è capire perché lo prendi, capire perché possa servirti.

Mattia

Ok.

Francesco

Questo è insomma il mio excursus.

 

Mattia

Un bel excursus. E’ molto facile incontrare ultimamente all’interno della community persone, giovani ma allo stesso tempo che sono entrate da poco. Perché giustamente con il Covid Bitcoin ha avuto un bel pump, anche mediatico, però è difficile trovare persone che ci sono da prima del Covid, non da poco prima insomma, da molto prima del Covid. Anche perché considerando che Bitcoin, cioè è da veramente poco, stiamo a 11 anni, se non sbaglio 12 anni, quasi.

Francesco

Il genesis block è del 3 gennaio 2009.

Mattia

Esatto.

Francesco

Quindi è una tecnologia che è un ardito esperimento, perché così va definito, tecnologico, che ha da poco ha passato la prova del tempo.

Mattia

E’ un’interessante prova.

Francesco

E’ un’interessante prova che, se saprà continuare a dimostrarsi resiliente come tutte le volte in cui è stato dato per spacciato, dimostrerà la sua utilità e la sua necessarietà nei campi dove potrà essere applicato.

Mattia

Ma invece, se io ti chiedessi una piccola analisi, secondo te, sull’ impatto ambientale che Bitcoin ha, è una domanda che io personalmente faccio a tutti, perché è un tema che ritengo molto importante da trattare, però in maniera continuativa, sentendo il più possibile opinioni diverse. Quindi sappiamo tutti che Bitcoin, spero che sappiamo tutti che Bitcoin utilizza la Proof of Work, quindi un algoritmo che si basa sulla potenza di calcolo. Più potenza di calcolo hai più probabilità di ricevere Bitcoin hai. Quindi, a questo punto, Bitcoin è diventato per alcune persone all’interno del mondo una necessità, perché ci si gira al proprio business, perché si vive in un luogo in cui Bitcoin ha più senso detenerlo che la propria valuta della propria nazione, a livello economico proprio, ognuno ha la propria motivazione, però si sa che sta piano piano diventando una necessità. Dall’altro canto ci sono tecnologie diverse che sfruttano algoritmi diversi che consumano molto di meno, ma che devono rinunciare a un po’ di decentralizzazione, che Bitcoin ha grazie al suo algoritmo. E qui ti dico, secondo te, Bitcoin vale la candela? È una necessità e quindi la corrente che viene usata non è una corrente sprecata, ma è una corrente ben investita? Oppure Bitcoin potrebbe essere sostituito da altro in maniera più efficiente?

Francesco

Quanto tempo ho per rispondere a questa domanda?

Mattia

Lo so, lo so!

Francesco

Questa domanda ha diversi gradi di approfondimento e di risposta, quindi cercherò di essere il più conciso e al contempo il più chiaro possibile. Allora ovviamente nessuno ha la verità in tasca, quindi questa è la mia opinione. Detto questo mi trovo sovente a argomentare questo tema, che quando poi viene affrontato dinanzi all’oggettività dell’offerta di Bitcoin fa decadere qualsiasi attacco che possa essere fatto al suo impiego energetico. Allora prima di tutto partiamo da un assunto, qualsiasi tecnologia consuma energia. Consuma è un termine, tra l’altro altamente limitante, occorrerebbe dire impiega energia. Le nostre automobili impiegano energia e ci trasportano da una parte all’altra. Le automobili green della nuova era impiegheranno comunque energia a idrocarburi utilizzata per produrre l’energia elettrica che consumano, per darci un prodotto e servizio diverso. Quindi la prima cosa che dobbiamo chiederci è, che cosa ci offre Bitcoin? Bitcoin ci offre tantissime cose che adesso non abbiamo forse il tempo di approfondire, però, dato per assunto che diverse di queste sono paradigmatiche, perché non esistevano prima di Bitcoin, tanto per dirne una, la scarsità assoluta di un asset non riproducibile.

Mattia

Concordo, la scarsità dell’asset digitale è qualcosa che nasce con Bitcoin per definizione

Francesco

Esattamente e poi scarsità assoluta, perché ad esempio dell’oro noi abbiamo delle stime, non abbiamo una scarsità assoluta, nessuno l’ha tirato fuori tutto e soprattutto l’oro è a livello, stiamo solo nel nostro sistema solare, riproducibile, perché in un domani di esplorazione neanche troppo lontano, tiri giù due o tre asteroidi che raddoppiano la supply dell’oro e cosa fai, -50? Così di botto? Qui invece Bitcoin ha una scarsità assoluta poiché non può essere riprodotto, ossia possono essere create tutta una serie di alternative coins che cercano di emularne le caratteristiche, ma nessuna di loro potrà mai, non ce l’hanno fatta i suoi fork quindi non ce la farà nessun prodotto alternativo, a riprodurre l’immacolata concezione che è Bitcoin. Perché la più grande caratteristica di Bitcoin è di essere diventato un network sufficientemente forte e sicuro prima che qualcuno a cui Bitcoin sta scomodo se ne accorgesse. Questa cosa non può più succedere.

Mattia

Concordo, è un miracolo.

Francesco

Il sistema adesso non lo permette, quindi un miracolo. Poi senza adesso approfondire, magari lo faremo in altre Live più che volentieri. Le caratteristiche viste dal suo punto di vista, la Proof of Work, quindi il sistema di consenso di Bitcoin è necessario, non può essere ottenuto Bitcoin attraverso un Proof of Stake, perché altrimenti si depauperebbe la caratteristica principale di Bitcoin. La Proof of Work impiega si energia. Allora innanzitutto questi dati se vengono poi analizzati in confronto ad altri, non sono così ampi. Adesso probabilmente sbaglierò qualche numero, quindi mi vogliono perdonare i nostri ascoltatori, ma li ho riportati più precisamente in un articolo che ho scritto di recente, che potete trovare sul mio LinkedIn e credo fosse lo 0,5% l’impiego energetico di Bitcoin sul consumo energetico globale rappresentato dal 20% del condizionamento d’aria? Ok fare fresco è importante, diciamo che nessuno si lamenta che ci sia troppo freddo nei centri commerciali e dal punto di vista del consumo energetico, però quando ti viene fatto notare che è una tecnologia pericolosa come a volte viene descritto Bitcoin che per fortuna si è ripulito dalla narrativa del mercato nero, della droga, delle armi.

Mattia

Sì, una pessima narrativa aggiungerei.

Francesco

Esatto, rimane solamente l’attacco dal punto di vista energetico al momento e quindi viene creata questa cosa, tra cui anche quella campagna che è stata di fatto sponsorizzata da Ripple, portata avanti da Greenpeace “Change the code, not the climate”. Quindi spieghiamo una cosa molto importante: la Proof of Work impiega energia per creare scarsità in ambito digitale. Fa una cosa molto importante e molto sottile che adesso proverò a comunicare ai nostri ascoltatori. La Proof of Work è l’unico sistema che permette di correlare un’energia presente in un campo fisico a un quantitativo presente in un campo digitale. Non esiste nessuna cosa al mondo che sia in grado di unire queste due cose, cioè un portale, uso la parola quantico, ma perché mi gira così, non so se è adatta – mi perdonino i fisici – che permetta di trasdurre un quantitativo nel mondo fisico, in un quantitativo limitato nel mondo digitale, non esiste se non grazie alla Proof of Work di Bitcoin. Non solo, la Proof of Work permetterà di incentivare la creazione di impianti di energia rinnovabili. Perché? Perché Bitcoin è sostenuto da un favoloso gioco di incentivi. Quindi i miner primi che guadagnano dall’attività di mining, hanno molto più interesse a utilizzare l’energia green che utilizzare energia a pagamento, soprattutto oggi. Oggi ad esempio, in un paese dove ci sono magari tante fonti di energia rinnovabile potenzialmente sfruttabili, cascate, vento e magari quel grosso solare, però magari quell’area del pianeta non ha un prodotto interno lordo perché non ha un tessuto aziendale, cosa potrebbe fare questo paese? Potrebbe magari avviare delle centrali di mining, sfruttando quell’energia green e rivendendo Bitcoin in tutto il mondo per vendere la sua produzione energetica. Questo sarebbe molto più efficiente, ad esempio, di produrre energia elettrica, stoccarla e trasportarla. Stoccarla perché primo, estrarre il litio è molto più inquinante che fare mining di Bitcoin, ma secondariamente…

Mattia

Ma anche distribuirla.

Francesco

…esatto, distribuire l’energia ha una dissipazione enorme. Invece Bitcoin è la prima batteria energetica del mondo realmente efficiente. Perché quella grandezza limitata – adesso i meno avvezzi al settore, non guardate le oscillazioni che Bitcoin fa nel campo di 1, 2 o tre anni – facciamo finta che ne sian passati 50 e quindi il prezzo sarà molto più stabile dato anche dalla sua supply limitata, dalla difficult adjustment del mining, da un’adozione maggiore, cioè adesso son 10 anni. Cioè, ma voi pensate che Internet l’abbiamo cominciato a usare male dopo trent’anni che era nato, cioè quindi di cosa parliamo? Diamo tempo al tempo, ragioniamo però sui concetti paradigmatici, ad oggi un sistema che permette di estrarre energia, valorizzandola, trasportarla senza dispersione e senza difficoltà di stoccaggio non esiste. Porto semplicemente questo esempio, potrei farne altri. Però la Proof of Work è necessaria per creare scarsità digitale. La scarsità digitale è necessaria per portare l’oro dove l’oro non può essere trasportato, ovvero un campo digitale. Quest’oro può essere altamente frammentato e utilizzato con moneta, con sistemi sempre più rispettosi della privacy e della libertà di transare, che non sono un optional che ci deve essere conferito, ma dovrebbero essere diritti fondamentali dell’umanità. 

Quindi quando noi invece utilizziamo strumenti fortemente sottoposti a KYC, altrimenti non possiamo utilizzarli, citandone un’altra, vuol dire che se utilizziamo roba senza KYC siamo definiti colpevoli fino a prova contraria e non innocenti fino a prova contraria, ad esempio. Quindi è uno strumento che per fortuna nell’Europa civile, pseudo libertaria, perché non è vero che siamo totalmente liberi di fare quello che vogliamo, per certi versi va anche bene, ma in altri campi ci sono limiti e non ne sentiamo così il bisogno. In altri stati, in altri luoghi del mondo, invece, si sta già dimostrando una valida alternativa, in primis in Cina, ad esempio, dove se vuoi un po’ liberarti dai limiti del tuo credito sociale e dalla Central Bank di digital currency che ti viene congelata perché magari dici semplicemente la tua a una manifestazione, Bitcoin, invece, può offrire una valida alternativa. Quindi qui ci sono tantissimi esempi. Scusami poi ti ti lascio subito la parola perché sto andando a ruota libera, ci sono tantissimi esempi che potremmo fare di utilizzo ma rimanendo in topic da te proposto, la Proof of Work e l’impiego di energia sono necessari per creare questo valore e hanno sostanzialmente un volano di efficientamento energetico che può venire molto utile in quelle realtà dove magari si potrebbero produrre Bitcoin a costo molto basso, mentre invece non si possono magari fare aziende con un prodotto di cui magari non sarebbe possibile in quello Stato. Questa è un po’ una sintesi.

Mattia

Ottimo, sei riuscito comunque capisco che la domanda era discretamente tra virgolette argomentabile però comunque sei riuscito ad argomentare tutto abbastanza bene, in abbastanza poco.

Francesco

Mi fa molto piacere, scusami se anzi ho sentito che poi parto e non finisco più, quindi non mi puoi sparare in Live.

Mattia

Per fortuna no! E ti volevo dire anche un’altra domanda.

Francesco

Prego.

Mattia

Sempre riguardante Bitcoin, ovviamente. E ti dico, secondo te perché Bitcoin è diverso? ma ti anticipo che prima già un pochino mi ha risposto, se non sbaglio.

Francesco

Intanto ti chiedo diverso da cosa?

Mattia

Dal resto delle criptovalute. Quindi Bitcoin e il resto della lista delle criptovalute, perché si tende a mettere Bitcoin da un lato e il resto delle cripto da un’altro? E ti dico anche che prima un minimo mi hai risposto a questa domanda, dicendomi che Bitcoin anche la Trinità insomma, quindi, uscito in un luogo a trovare tutti e tre i punti di collegamento. Oltre a questo, secondo te cos’altro c’è?

Francesco

Cos’altro c’è in Bitcoin oltre a questo?

Mattia

Questo, esatto, perché comunque ci sono, ad esempio Ethereum rimanendo nel top ten, senza comunque divulgare troppo, andare troppo nelle cosiddette ShitCoin.

Francesco

Allora Bitcoin e le AltCoin. Allora in realtà io non vedo delle reali AltCoin, se non quelle che hanno provato forcando Bitcoin a proporre qualcosa di alternativo come funzionamento. Quindi possiamo prendere Bitcoin Cash, Bitcoin Satoshi Vision, Litecoin e via così. Tutti questi protocolli ovviamente non stanno funzionando a dovere e hanno tutta una serie di limiti e problemi, poiché non hanno quello che è più importante avere se paragonato a Bitcoin, ovvero una vera capacità di decentralizzare o distribuire, o ultimamente sento persone usare decentralizzare quando andrebbe usato distribuire e viceversa. Ormai nessuno sa più in questo secolo cosa si intenda veramente, quindi cercherò di comunque definire entrambe le parole. Quindi per decentralizzare intendiamo spostare la centrale in più punti, distribuire vuol dire invece rendere partecipi al funzionamento del protocollo più persone. Alternativa Bitcoin, cioè protocolli che abbiano un così tanto hashrate in Proof of Work da non poter essere sovvertito con un attacco semplice. E al contempo una capacità di distribuire e decentralizzare il network talmente semplice perché oggi con 400 € ti fai un full node, Ok? Sostanzialmente non ce ne sono. Cioè non ci sono altri progetti che offrono quello che offre Bitcoin con così tanta forza e così poco impiego. In tutti gli altri progetti che funzionano in Proof of Stake, delegated Proof of Stake, proof of qualsiasi cosa, cioè non avendo la Proof of Work, sono un’altro tipo di esperimenti, che potranno portare ad altro tipo di utilizzi, ma non sono definibili Altcoin, esattamente come una bicicletta non è una AltCar, è un veicolo alternativo a un’automobile, non è un’altro tipo di automobile. Quindi abbiamo un’automobile e la bicicletta, l’automobile mi offre qualcosa con qualcos’altro e la bicicletta mi offre un’altro tipo di esperienza. Paragonarle non ha assolutamente senso, se non per definire esperienze diverse, quindi, Etherium, Cardano, Algorand, sono altri tipi di strumenti che hanno altri tipi di scopi e il paragone con Bitcoin diventerà sempre più, diciamo fallace. Possono essere paragonati se li vediamo tutti come strumenti finanziari, allora uno li usa per fare delle speculazioni sui volumi, l’andamento, quello che si vuole. Ma se ci occupiamo di tecnologia sono cose totalmente diverse.

Mattia

Certo, molto interessante il discorso sugli esperimenti, su questo concordo appieno, cioè secondo me gli stessi fondatori delle varie Ethereum, Cardano, Ada del top ten tra virgolette delle Cripto, non vogliono copiare Bitcoin, cioè non vogliono sostituirlo, perchè lo sanno già, chi è nel settore, capisce che Bitcoin non può essere sostituito perché tutto il resto necessita di una Fondazione. Bitcoin stesso ha una Fondazione, ma il creatore di Bitcoin non è nella Fondazione e quindi la Fondazione ha un’influenza relativa sulla valuta stessa e anche quindi sugli andamenti di mercato che potrebbe avere.

Francesco

Esatto, noi pensiamo semplicemente, come paragone, io sposo molto la visione Bitcoin oro digitale più che moneta. Nel senso non perché non possa essere moneta perché magari non si presta tecnologicamente ad essere una buona moneta. Monete buone da spendere e soprattutto da non avere in in riserva ce l’abbiamo già, ma Bitcoin oro digitale, se facciamo il paragone, cosa è stato l’oro nella storia, nella storia fisica? L’oro è stato sostanzialmente un riferimento, sì, è stato usato anche come moneta, ma era scomodo. Le note di banco che rappresentavano l’oro nei forzieri erano più efficienti, più comode. L’oro era scomodo da frazionare, era pesante, era rischioso perché era il portatore, quindi se c’è un lingotto d’oro tuo e lo prendo io è mio, non c’è scritto il tuo nome, non c’è qualcosa che te lo associ, è stato usato per delle lavorazioni, eran comunque delle lavorazioni che magari costituivano gioielli che era solo un modo diverso di stoccare l’oro. Però l’oro è stato un riferimento di solidità monetaria. Qualsiasi altra commodity, cioè il rame, il ferro, il petrolio, nel loro estrarre, uno che apre una miniera di rame non dice, adesso fra io e il mio oro! E si sfrega le mani..estrae il rame per il mercato del rame a cui il livello dell’oro fa comunque da sostegno fondante di riferimento monetario. Questo tipo di visioni, di metafora che se volete è sciocca, però offre un primo rudimento di presa di contatto con quello che può essere Bitcoin e che sarà, a mio avviso, nel futuro della digitalizzazione, della scarsità correlata al valore.

Mattia

Ok, devo dire che in questo periodo storico, stiamo avendo degli avvenimenti che in cent’anni di storia quasi non si sono visti, pandemie, guerre scoppiate in più parti del mondo, quindi periodi che la società e il sociale subiscono sia in aspetti negativi sia in aspetti positivi. Quindi comunque le persone cambiano, cambiando le persone, cambia anche la comunità vera.

Francesco

Si.

Mattia

Qui ti chiedo, secondo te un NoCoiner in questo periodo storico, quali motivazioni si darebbe per usare Bitcoin per iniziare ad adottarlo magari, anche se non lo compra, ma diciamo inizia a guardarlo, a informarsi. Secondo te per quali motivi si avvicina?

Francesco

Allora probabilmente un NoCoiner in quanto NoCoiner se non gli viene dato un incentivo, difficilmente si avvicinerà a questo tipo di tecnologia. Detto questo, credo sempre vada fatto un paragone. Facciamo un esempio, negli anni 90 che incentivo avevo ad avvicinarmi ad apprendere l’uso di Internet? Dipende dall’età che avevo sostanzialmente. Se avevo settant’anni potevo sostanzialmente farne a meno, tanto avrei chiesto aiuto e qualcuno per me, contando che Internet è veramente esploso nel suo utilizzo di massa vent’anni dopo. Se avevo cinquant’anni avevo un’altro tipo di incentivo, se ne avevo magari 20, imparare cosa fosse Internet mi avrebbe garantito un certo tipo di Skill da usare, anche in ambito di studio lavorativo. Quindi tutto un po’ dipende intanto dal punto in cui partiamo.  Però se prendiamo un NoCoiner di fascia tra i 30 e i quarant’anni…

Mattia

Esatto.

Francesco

…credo che oggi dovrebbe assolutamente interessarsi, perlomeno a comprendere quello che sarà Bitcoin, perché come dico spesso a persone a cui faccio consulenza nei corsi, conoscere ti offre una scelta, quindi se conosci tu puoi scegliere, se non conosci crederai di scegliere. Quando ai NoCoiner verranno presentati e gli verranno presentati tra non molti strumenti di moneta digitale di altra fattura, non avrà nessun tipo di scelta, se non conoscerà l’alternative. L’alternativa non sarà per forza usare Bitcoin rispetto a qualcos’altro, sarà che se conosci Bitcoin sei in grado di riconoscere la validità di qualsiasi altro progetto, sia esso un AltCoin, sia esso una CBDC. Se invece non conosci ti fidi dell’amico, magari vieni preso dalla FOMO di un certo momento, investi male i tuoi soldi, cioè non sei libero di scegliere. L’incentivo che gli si può dare oggi, che serve, perché la mass adoption è ciò a cui dobbiamo tutti mirare per il sostegno del settore, non può essere un incentivo di utilizzo, io sorrido quando sento Bitcoin è promosso come moneta digitale, la nostra moneta è già digitale ma da mo, da tanto, cioè usi carta di credito, usi Satispay, usi Paypal cioè ce li abbiamo già quegli strumenti, anzi Bitcoin è pure più complicato, perché se perdi il SID è uno strumento al portatore e allora magari cominciano a usarlo tramite Exchange, ma è sempre per una curiosità. Trovare la vera necessità, quella che tu hai fatto adesso credo che è una delle domande del momento, perché sarà la chiave di volta che porterà, diciamo a un’adozione maggiore. Quella che io cerco di stimolare quando ho davanti qualcuno che mi fa la domanda, perché non vado in giro sicuramente a proporre Bitcoin alle persone che mi circondano per strada, è chiedere quanto gli interessa la libertà che oggi credono di avere. Perché è molto sottile questa parola. Noi crediamo di essere liberi solamente fino a quando un certo limite non si rappresenta, ma spesso quando si rappresenta il limite è troppo tardi. Quindi, onde evitare di fare quelli che dicono, se mi entrasse un ladro in casa farei questo e quello, poi non si allenano a far niente, a un certo punto si trovano un ladro in casa, sono congelati, almeno cominciare a pensare come sarebbe se ti entra un ladro in casa, ti può preparare quella situazione. Ora non sto facendo paragone di ladrocinio con le banche centrali.

Mattia

Non sia mai!

Francesco

Non si voglia, cioè OK, no perché, a volte chi ascolta queste cose è più di là che di qua, quindi invece cerchiamo di rimanere oggettivi, avvicinarsi a Bitcoin può offrire uno spiraglio di ampiezza nella scelta di strumenti tecnologici monetari da usare, libertà transazionale, anche di dati e in maniera trustless, permissionless e censorship resistant e soprattutto essere pronte le nuove tecnologie, a livello di proprio ingegneria monetaria. Io credo che questo sia già un ottimo incentivo, ad oggi incentivi monetari non se ne possono neanche dare. Magari è facile proporli in Bull market, ma è anche il periodo più pericoloso in cui darli e semplicemente mi… Tutte le volte che mi è stato chiesto, Oh, ma sale ancora? Oh, ma è basso il momento di comprare? Dico, guarda io al massimo ti spiego cosa serve, cosa può servire, cosa potrà cambiare, come si utilizza, il resto fallo tu. Perché? Perché se l’incentivo è speculativo, io in primis, mi sono avvicinato per interesse speculativo, però poi ho approfondito. Prima di muoversi invece a livello speculativo e per speculazione, primo c’ha un sacco di roba più semplice con cui farlo. Quindi non è che ci sia questa necessità di Bitcoin, secondo me è molto rischioso. Quindi hai fatto una domanda interessante, spero di aver fornito una risposta stimolante.

Mattia

Secondo me, esatto, hai fornito una risposta molto stimolante, perché non hai fornito una risposta. Cioè è una domanda che non ha risposta, perché ognuno di noi, come dicevi anche tu prima, in base a dove partiamo, abbiamo delle necessità differenti, è ovvio che noi che siamo italiani, partiamo già con un benessere di base superiore a un qualcuno che magari nasce nel Centrafrica, ma che comunque è di una famiglia ricca, ma che comunque magari studierà e non conoscerà mai Bitcoin, per un retaggio culturale del luogo in cui vive. Quindi anche quello è molto importante. L’influenza che si ha da parte dell’esterno, quindi nessuno, non c’è una vera risposta, ognuno darà la sua e la tua è stata molto bella. Cioè non guardiamo Bitcoin al prezzo, guardiamo Bitcoin come uno strumento.

Francesco

Anche perché giustamente per chiudere ancora meglio la risposta, perché tu hai fatto altri esempi di punti di partenza diversi, quindi culturali, societari, locali. Però poi dicono, ma Bitcoin che cos’è? Di fatto Bitcoin è quello che serve a te. Non è una cosa. Ti serve oro? Ti serve moneta permissionless? Ti serve fare time-stamping assoluto su una blockchain? Cioè fa tantissimo. E’ per questo che ingabbiarlo… molti dinosauri purtroppo vanno definiti così che fanno fatica a comprendere Bitcoin non di età ma di testa, perché alcuni sono anche giovani.

Mattia

Certo, certo.

Francesco

Cercano di spiegare Bitcoin calandolo in un paradigma precedente. E io una cosa che faccio spesso nei miei corsi è dire, facciamo l’esempio di spiegare a una civiltà che ha solamente il fuoco che cos’è l’elettricità? Però gliela spieghiamo con quello che fa il fuoco, ti dicono Ah Ok, ma fa luce? Sì, può fare anche luce, però non scalda. Non in questo modo, ci alimenti una stufa, cos’è una stufa? Alimentarla.. cioè come fai a spiegare un paradigma energetico differente calandolo nel precedente? Non è possibile. Cioè è estremamente limitante, quindi quando cerchi di spiegare Bitcoin è moneta si, ma è oro, si, ma..

Mattia

Cioè ognuno c’ha il suo.

Francesco

È qualcosa di talmente più grande che al massimo ci tira dentro le caratteristiche del del mezzo precedente. Quindi farò un esempio migliore, ma l’aeroplano è una macchina che vola? No. L’aeroplano è un veicolo che ti trasporta dove va la macchina, ma con delle caratteristiche totalmente diverse di possibilità. Poi se vuoi ti trasporta anche la macchina dentro e ci mette anche quello strumento, poi da lì ti muovi in macchina. Non viene per togliere le macchine di mezzo, ma viene per offrire qualcosa di diverso, ma non te lo posso spiegare paragonandolo alla macchia.

Mattia

Ottimo sei stato super chiaro, tranquillo e mi piace anche l’esempio macchina aereo perché è molto calzante.

Francesco

Si, se ne potrebbero fare tante, poi io mi perdonino se non piace come modo di, io amo le metafore perché semplificano molto; quindi mi viene spontaneamente da farle, però ci permettono di estrarre un concetto e vederlo per quello che è e Bitcoin è qualcosa che il mondo non ha mai visto prima è di fatto un’invenzione.

Mattia

E che invenzione!

Francesco

Anzi, è un crimine cercare di proibire un’invenzione. Non abbiamo proibito invenzioni ben peggiori di Bitcoin. Non vedo perché dovremmo cercare di impedire Bitcoin.

Mattia

Io vorrei un attimo andare leggermente off-topic rispetto ad ora, per parlare un po’ del tuo gruppo, quindi Cripto Consulting per capire meglio di cosa vi occupate. All’inizio mi dicevi che Cripto Consulting è un gruppo che offre consulenze e che nasce per fornire competenze tecniche nell’ambiente Bitcoin e cripto.

Francesco

Esattamente. Come dicevo prima, divulgare conoscenza e fornire competenza è il nostro motto, che riassume appieno quello che ci proponiamo di fare. Allora, innanzitutto, esattamente come si dice all’inizio di certi video note Financial Advice, Cripto Consulting non nasce per fornire consulenza di tipo finanziario. C’è già chi lo fa, c’è già chi lo fa benissimo. Perché gestire le finanze è diverso da conoscere la tecnologia, sono due cose diverse. A mio avviso, prima di investire in qualcosa sarebbe meglio capire in cosa vai a investire e non il contrario. Quindi, siccome chi fa già il resto c’è, e invece spesso queste persone magari sanno spiegarti come muoverti a livello di investimento in cripto ma non ti sanno spiegare cosa fanno le cose, di fatto la persona si sta affidando ciecamente di un consulente che gli dice, ma questo farà, questo non farà, Ok, proviamoci. Se invece capisse cos’è quello che sta facendo, può farsi una sua idea. Ora ci sono vari gradi di approfondimento tra le persone, ci sono quelli che dicono, ma io non voglio sapere, io non voglio capire, non voglio imparare e queste persone, purtroppo, è come buttarle in un casinò. Ok, si spera che gli vada bene. Però approfondire in a diversi gradi di livello, quindi non è che si va a spiegare, non so i Merkel Root a mia nonna per farlo usare Bitcoin. Però, se mia nonna è curiosa perché magari si apre, (mia nonna non lo è, quindi ha fatto proprio un esempio)  si vuole a aprire questo mondo, che è un mondo che trae il suo valore proprio perché non c’è la fiducia, “Don’t trust, verify” non dimentichiamocelo, cioè in Bitcoin non ci fidiamo di nessuno. 

Poi la maggior parte delle persone si fida perché usa dei Wallet SPV che chiedono lo stato della blockchain a dei fullnode oppure ancora peggio lo usano da Exchange, però è una tecnologia che ha il suo valore proprio perché grazie alla Prof of Work e a tutto quello che sta dietro non ci dobbiamo fidare di qualcuno. Cerchiamo di non inciampare sulla linea del traguardo cominciando a fidarci di qualcuno che ci dice che quella Coin, farà il % e quella cambierà il futuro, questa non inquina, quindi farà più strada. No, perché se non inquina, però offre sostanzialmente quello che c’era già, diciamocela chiaramente, la Proof of Stake, il mondo già funziona in Proof of Stake. Non serviva inventarla, ok? E non approfondiamo oltre a questo, però, capire qualcosa ti dà più spazio, quindi affianchiamo o formiamo a livello di consulenza tecnica, anche consulenti finanziari, se vogliono. Affianchiamo commercialisti che non sanno magari un’acca delle cripto che si trovano a dover gestire con il loro cliente. Quindi forniamo la consulenza di comprensione tecnica alla gestione anche su piattaforme degli asset che hanno acquistato o che vogliono acquistare o che vogliono magari utilizzare perché magari vogliono fare operazioni in DeFi, vogliono provare e gli si spiega il funzionamento ok, oppure anche l’adozione di Bitcoin per il negozio. Vuoi accettare pagamenti in Bitcoin? Vuoi gestire parte della tua cassa aziendale in Bitcoin? Vuoi gestire dei dividendi? Come potresti fare? Tecnicamente potresti fare così, poi tutta la parte consulenziale a livello di finanza e legalità giudiziale, quella lasciamo agli altri. Però nasce per spiegare cos’è qualcosa, come funziona, quindi faccio un’altra metafora, invece di vendere pesci, noi insegniamo a pescare.

Mattia

Ottimo questa rende bene.

Francesco

Allora, ti ringrazio molto, sei stato super gentile, super bravo anche a spiegare concetti non banali, sicuramente. Grazie per avermi per avermi invitato e per queste parole che insomma mi fanno piacere perché è sapere le cose per chi si interessa, ma soprattutto noi che ci interessiamo e lo dico a tutti, dobbiamo cercare di sforzarci di far capire le cose a chi ne ha bisogno e ne avrà ancora più bisogno perché non si interessa e quindi dobbiamo semplificare senza però depauperare.

Mattia

Invito i nostri ascoltatori ad andare sul sito di Cripto Consulting per vedere meglio quello che fanno nella loro giornata, nel loro lavoro, nel loro quotidiano e invito anche ad entrare nel nostro gruppo Telegram per rimanere sempre aggiornati, per parlare con gli speaker o con gli ospiti. Noi ci vediamo martedì prossimo, sempre allo stesso orario e buona giornata a tutti, grazie ancora Francesco.

Francesco

Un saluto a tutti. A presto grazie ancora.

 


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